La saga di J.K.Rowling in chiave simbolico-iniziatica

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Presentazione

Il viaggio di Harry può essere anche il nostro viaggio...  


Spinta iniziale  

Questo blog nasce come costola di un libro che ancora non esiste e che si intitolerà "La Grande Opera di Harry Potter". Ma andiamo con ordine.  

La saga di J.K.Rowling è stata analizzata da innumerevoli punti di vista. La maggior parte di loro strizza l'occhio soprattutto al fandom, in cui si è sviscerato qualsiasi dettaglio su personaggi, cronistoria e tutto il mondo magico… Un lavoro enorme che non smette mai di offrire curiosità e fascinazione, ma finiscono anche per essere più forma che sostanza, essendo molto legati all'immaginario estetico della saga.  
A tanti non sono bastate le risorse web e le raccolte antologiche, e sono nate molte altre trattazioni utili a fare un passo un po' più a fondo, facendo analisi psicoanalitiche dei personaggi, disamine sulle morali che vengono trasmesse, esposizioni filologiche, filosofiche, fenomenologiche, finanche religiose… E molte di queste sono ricerche di notevole pregio e avranno una recensione qui sul blog.  
Ma a me, ed alcuni altri, ancora non bastava. Siamo incontentabili, mannaggia a noi.  

Ci mancava una lettura ancora più significativa: quella simbolico-iniziatica.  

E così mi sono detta: perché non farla io?


Metodologia 

Si poneva, però, un problemone: per poter sviluppare e divulgare ciò a cui aspiravo, si necessitava di un lavoro multidisciplinare che abbracciasse l’antropologia culturale, lo studio comparato delle tradizioni sacre, la mitologia, l’iconografia, la semiotica, gli archetipi… Ci vuole una metodologia gnoseologica, epistemologica, ermeneutica e, ovviamente, iniziatica, e questo significa due cose:

- andare a sbattere contro le convinzioni individuali di ognuno, ed è un terreno scivoloso e fragile allo stesso tempo;

- una palla mortale per chi non ci è abituato.

Per addentrarsi davvero in questa prospettiva sono fermamente persuasa non si possa prescindere da molte tediose "introduzioni/lezioni" che chiariscano il contesto prima di arrivare al soggetto da analizzare.

Molti prendono qualcosa a cui sono interessati e poi cercano cosa significhi simbolicamente, limitandosi a dozzinali "questo significa questo e quello significa quell'altro". *Tsk* Qui si vuole fare l'opposto: prima le basi, e solo poi le si applicano, perché non si dovrebbe mai correre senza saper camminare.
E' inoltre essenziale anche intendersi sui termini. Poco conta cosa Gigino e Gigetto ritengano giusto o sbagliato; l'importante è che Gigino e Gigetto conoscano lo stesso linguaggio e, quando dicono una parola, intendano entrambi la stessa cosa. Per evitare questi fraintendimenti culturali non possiamo esimerci da dovute contestualizzazioni: background storico, introduzione concettuale, racconto dei miti, comparazione tra le ritualità di diverse civiltà... Una volta raccolte sufficienti informazioni, si può aprire la parentesi potteriana e la si osserva con un occhio settato su un focus differente e un bagaglio sufficiente a poterlo fare fluidamente.

Obiettivi
Oggigiorno si sta creando un solco sempre più incolmabile tra una intellighenzia snob e chiusa in sé stessa; ed una massa convinta che l'apice che un classico fantasy possa offrire sia il cosplay, collezionare merchandising e conoscere a memoria tutto il background del building world della saga.
Io sono davvero nessuno, ma in questo marasma rigido e caotico ho un vantaggio: sono equidistante sia dalla spocchiosità accademica, così come dalla pseudo spiritualità new age. Mi trovo in un limbo indipendente in cui da tutto si può imparare e in cui tutto può insegnare, con i dovuti contesti e filtri, ovviamente. Così ho cominciato a scrivere, ed è da più di un anno che studio, appunto, abbozzo, e credo finirò esattamente il giorno mai dell’anno scòrdatelo.
In un certo senso questo saggio vorrebbe usare Harry Potter per parlare di cose molto più grandi (ma non alla maniera di Grindelwald) e, allo stesso tempo, usare il linguaggio simbolico e le conoscenze pluri millenarie per far comprendere che anche nella cultura pop ci possono essere opere che portano con loro la cosiddetta Tradizione, con la T maiuscola, che non è intesa come usi e costumi di un popolo, ma come trasmissione di sapienza.

Dilemma
Ma la Rowling è consapevole di aver inserito nei suoi libri significati elevati, oppure si sta favoleggiando e vedendo più di ciò che realmente c'é? Il punto è estremamente semplice: non ha importanza.
L'unica cosa che conta è che i riverberi di antiche sapienze ci siano, e ci sono, ci sono ovunque. Non ha alcuna rilevanza da dove provengano, se da scelte consapevoli dell'autrice o suggestioni interiorizzate nel tempo attraverso folklore, leggende, dottrine, fiabe... Noi tutti, e di conseguenza anche la Rowling, che ci piaccia o meno siamo il risultato di un universo di informazioni, alcune consce, molte altre subconsce, ed una miriade di altre totalmente inconsce, ed esse si riversano inevitabilmente su ciò che produciamo attraverso i mezzi espressivi di cui disponiamo, in questo caso la scrittura.

Progetto

Ad una certa mi sono resa conto che il progetto di questo saggio è ambizioso, corposo e potenzialmente molto impegnativo dal punto di vista del numero di pagine finale, pertanto ho ritenuto utile ritagliarmi uno spazio online in cui proporre il mio lavoro in una sorta di “extended edition”, mentre il prodotto cartaceo sarà, in un futuro lontano lontano, più snello e pottercentrico.

Qui sul blog verranno quindi pubblicati i vari capitoli e sottocapitoli in ordine sparso, ma nella loro versione più estesa, in modo che ogni aggiornamento sia una sorta di piccola tesina tematica, a volte indirizzata ad una trattazione generale propedeutica ad un argomento fondante, a volte dedicata direttamente ad un aspetto del mondo magico potteriano. Per esempio, se vorremo parlare della spinosa questione della predestinazione, prima introdurremo la questione da una prospettiva teoretico-speculativa, e poi la trasporremo ad Hogwarts e dintorni.


Conclusioni

Questa è la direzione che vorrei intraprendere.  Una strada che vada “oltre”.
Sarà un viaggio lungo ed impegnativo, non indolore, ma credo che ne valga la pena, a prescindere da Harry Potter.
E, se vi va, il viaggio può ripartire da qui insieme a voi…


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Spero non restiate delusi.


P.S. perchè "La Grande Opera"? Beh. Lo scopriremo lungo la Via.


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